I diari della settimana In primo piano

DIARIO DELLA SETTIMANA DAL 30 DICEMBRE

Ognuno merita un futuro, ma solo la pace e la giustizia può aiutarlo a trovarlo senza dovere fuggire dalla violenza e dalla fame.

«Le drammatiche immagini delle famiglie afgane che portavano i loro figli all’aeroporto di Kabul per fargli lasciare il Paese ci hanno ancora una volta sbattuto in faccia la realtà della guerra, che è violenza, mancanza di diritti, morte, abbandono, e ci hanno anche ricordato che le vittime della guerra, in qualsiasi Paese, sono sempre e soprattutto i civili, le donne e i bambini. Per questo, l’augurio per il 2022 è che non ci si dimentichi di nuovo dei conflitti in corso, e soprattutto che si lavori finalmente per abolire ogni guerra»
Rossella Miccio, Presidente di Emergency.

 

Diario dal 30 dicembre

30 dicembre

  • Pressenza – Intervista a Gianfranco Schiavone – Lipa, il campo dove fallisce l’Europa. L’ipocrisia ha raggiunto livelli difficili da concepire. Perchè Lipa? Per realizzare un luogo dove segregare i rifugiati limitando in modo quasi assoluto la loro libertà senza bisogno di alcuna norma su cui basarne una limitazione “legale”. Nei campi di confinamento come Lipa la libertà, come il diritto dell’individuo ad una vita privata di relazioni sociali sono di fatto negate, raggiungendo l’obiettivo che si voleva conseguire senza fastidiosi problemi legali. Creare campi dove confinare delle persone a tempo indefinito, persone di cui “non sappiamo cosa fare”. Non vogliamo che queste persone entrino nell’Unione Europea, non sappiamo dove metterle, non riusciamo a rimandarle indietro, quindi creiamo delle situazioni particolari, dei “non luoghi” dove collocare temporaneamente delle persone che vorremmo che non esistessero, ma, ahinoi, esistono. Per loro non abbiamo nessuna proposta e nessun progetto, possiamo solo confinarle da qualche parte. C’è un’unica libertà di movimento che i rifugiati possono esercitare stando a Lipa, quella di tentare il game.

31 dicembre

  • Corriere della Sera – Border Game – Vite sospese lungo la rotta balcanica di Edoardo Albinati e Francesca d’Aloja – Nel gergo della rotta balcanica, si chiama “game”, il tentativo ripetuto di scavalcare le frontiere, dieci volte, venti o trenta volte: una specie di lotteria, o di roulette, la cui posta è la vita. “Davvero non so cosa significhi sopportare certe umiliazioni. Non conosco la forza misteriosa che ci fa andare avanti. «Per noi un paio di scarpe robuste e un cellulare fanno
    la differenza fra restare vivi e morire. sono speranza, non un lusso».
  • Avvenire – L’appello della Sea Watch3 – Dopo aver effettuato 5 soccorsi ad imbarcazioni in difficoltà e salvato 440 migranti, la nave Sea Watch3 da sei giorni chiede un porto sicuro. A bordo ci sono 167 minori non accompagnati e 14 bambini che hanno meno di un anno. Il più piccolo 3 settimane. È urgente lo sbarco, tanti hanno necessità di assistenza.
  • Il Manifesto – Mediterraneo, il bilancio tragico dei migranti: nel 2021 quasi 2mila vittime di Giansandro Merli – La strage non si ferma. Record di intercettazioni dei libici, mentre le violazioni dei diritti crescono a ovest e a est. Negli ultimi dodici mesi 144.400 cittadini stranieri hanno attraversato le frontiere Ue «senza permesso»: sono appena lo 0,03% della popolazione europea
    Cittadinanza e minoranze – basta alla vergogna contro Rom, Sinti e Caminanti. Quante calunnie, quanti pregiudizi, azioni discriminatorie, sottrazioni di bambini alle loro famiglie saranno necessari perché ci si renda conto che nel nostro Paese c’è una minoranza sistematicamente discriminata e perseguitata? Che per andare a scuola i bambini faticano il doppio degli altri? Ma chi li vede come scolari? Chi li ascolta? E chi sa quanti bambini rom e sinti che pure sono inseriti a scuola e vogliono frequentare si trovano senza libri e materiale scolastico perché i genitori spesso non hanno neanche i soldi per garantire il mangiare?

un nuovo anno. Alle motivazioni che hanno portato al digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti iniziato nel luglio 2018, che permangono tutte, se ne sono aggiunte altre, altrettanto crudeli e disumane. Non possiamo rimanere indifferenti davanti alle morti in mare, alle torture in Libia, ai campi lager, ai blocchi alle frontiere UE, ai respingimenti. Il presidio-digiuno sotto la Prefettura è un atto di accusa contro le politiche, cieche e crudeli, dell’Italia e dell’Europa. Il presidio intende dar voce alle persone che chiedono di vivere in “terre sicure dove i loro diritti possano essere tutelati e rispettati.” Non si può più tacere. Chiediamo a tutte le persone che condividono una politica di accoglienza e giustizia per i migranti, l’impegno ad esserci ogni giovedì per rafforzare la protesta “contro le barbarie che ogni giorno i nostri governi perpetuano contro inermi esseri umani”, Un cambio di rotta è possibile e, almeno in parte, è nelle nostre mani. 

1 gennaio

  • Mediterranea Saving Humans – sbarcati a Pozzallo i 440 della Sea Watch 3 L’attesa di una settimana prima di ottenere un porto sicuro dove approdare, mostra le assurdità del sistema di accoglienza delle persone salvate in mare.

2 gennaio

  • il manifesto – Fiamme nella baraccopoli di San Ferdinando – nella notte di Capodanno un incendio ha distrutto 20 baracche. Tragedia sfiorata. Sempre di notte, il 27 gennaio 2018, nella stessa baraccopoli di San Ferdinando, in un incendio morì carbonizzata Becky Moses, la ragazza nigeriana che a Riace aveva trovato una casa ed un lavoro e che, il 3 gennaio 2018 era stata allontanata dalla prefettura dopo il diniego al rinnovo del permesso di asilo.

3 gennaio

  • Carta di Roma – La Polonia e il limite che abbiamo superato di Gianfranco Schiavone. La Polonia è riuscita a realizzare tutte le violazioni possibili del diritto d’asilo. Sono almeno 20 le persone che, al dicembre 2021, hanno perso la vita lungo la frontiera tra Polonia e Bielorussia.
  • Carta di Roma – L’appello di Articolo 21 per il 2022: né muri veri o virtuali, né vacua propaganda antimmigrazione di Angela Caponnetto. La maggior parte dei media ha trattato le notizie sui flussi con distacco e poca attenzione. Lasciando spazio alla retorica dell’“invasore”. Per questo noi giornalisti dobbiamo continuare ad esserci, a documentare e a raccontare le storie. Anche perché solo attraverso una corretta informazione noi operatori dei media potremo contribuire a dare una spinta per trovare le giuste soluzioni ai movimenti migratori.
  • Avvenire – Senza calze per scaldare i figli, migrante afghana assiderata tra Turchia e Iran – La donna, sorpresa da una tempesta di neve, si era tolta i calzini per scaldare le mani ai due figli. I bambini sfamati e curati dai geloni dagli abitanti del vicino villaggio

4 gennaio

  • Avvenire – Migranti, naufragi e morte sulla rotta iberica di Paola Del Vecchio – Oltre 4mila hanno perso la vita nel 2021. “Caminando Fronteras” basa il pesantissimo bilancio sulle richieste di soccorso lanciata dai migranti in mare o sulle segnalazioni dei familiari. Le vittime provenivano da almeno 21 paesi, in maggioranza africani. Solo il 5,2% dei corpi è stato recuperato, mentre il restante 94,8% resta sepolto nell’oceano.
  • Il manifesto – Piano di Londra per fermare i migranti.
  • RiVolti ai Balcani – Cinque muri anti-migranti costruiti nel 2021 – Israele attorno Gaza alto 6 m. lunghezza 65 Km. – Turchia con Iran alto 3 m. lunghezza 20 Km. – Grecia con Turchia alto 5 m. lunghezza 40 Km. – Lituania con Bielorussia alto 4 m. lunghezza 500 Km. – Israele con Giordania alto 14 m. lunghezza 40 Km.
  • Avvenire – Roccella Ionica – Primo approdo di migranti in Calabria del 2022: 104 ammassati in 15 metri. Tra loro 90 afghani, tra i quali 43 minori non accompagnati.

5 gennaio

  • ASGI – il Tribunale ordina di rilasciare il visto umanitario a due afghani – La giudice dà ragione al ricorso presentato da Asgi per conto di due persone, fratello e sorella, che rischiano la vita, stabilendo un principio innovativo. Il ministero degli esteri non ci sta, un comportamento che denota una evidente resistenza al rispetto dei diritti fondamentali della persona, in contrasto con gli obblighi costituzionali che per primo dovrebbe rispettare. L’Italia, come molti Paesi occidentali, dice Asgi, ha dimenticato in fretta l’Afghanistan e la sorte dei cittadini che rischiano la vita. Per la politica e per i media l’Afghanistan non è più un argomento di primo piano o da trattare, come non lo sono le immani tragedie che si stanno consumando ai confini e dentro l’Unione europea. Notizie che spariscono in pochi giorni, rendendole assuefatte.
  • Avvenire – Afghanistan: «Fame e freddo E la sanità ormai al collasso» – Rapporto di Medici senza frontiere. La fame, le malattie e ora il freddo. In Afghanistan il «sistema sanitario, da anni fragile, è a rischio collasso mentre i bisogni della popolazione sono enormi» e per quel che concerne la malnutrizione la situazione è «peggiorata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».

Succedeva il 6 gennaio 2020

  • il 6 gennaio 2020 il quindicenne ivoriano Ani Laurent Guibahi salutava suo padre per andare a scuola. Solo che a scuola non è mai arrivato. Sognava una vita felice in Europa. Due giorni dopo il suo corpo sarà ritrovato nel vano carrello di un Boeing a Parigi.