I diari di Renzo In primo piano

DIARIO DELLA SETTIMANA DAL 15 SETTEMBRE

Rifugio è una parola antica, nella quale si rispecchiano una esigenza individuale e una responsabilità collettiva.

La condizione dei rifugiati ci parla della condizione di tutti noi, dell’impossibilità di separare il nostro dal loro destino. Rifugio è una parola antica, nella quale si rispecchiano una esigenza individuale e una responsabilità collettiva. È proprio il difficile intreccio fra questi due piani che ha sempre reso arduo il riconoscimento del rifugiato, con la mai vinta prepotenza dell’esclusione contro l’accoglienza. “Rifugio è il luogo dove si trova riparo da avversità, violenza, ingiustizia, persecuzione. Risponde a un bisogno profondo dell’uomo… Prima ancora d’essere affidato alla norma giuridica, il tema del rifugio attraversa le culture, riguarda l’ineludibile confronto con l’altro, trova eco nelle religioni, che ne catturano le virtù… Proprio da questa consapevolezza profonda d’una condizione umana hanno preso le mosse documenti come la Convenzione sullo statuto dei rifugiati, di cui oggi celebriamo i sessant’anni. E la medesima consapevolezza deve guidarci nell’interpretare e applicare quel testo…”
Stefano Rodotà

Diario dal 15 settembre

15 settembre

  • La Stampa Zaki e quelle manette che umiliano noi di Valeria Parrella – ciò che terrorizza i regimi è la mente, la coscienza, la parola libera: è contro quella, sempre, che essi si scagliano e niente possono. Lo sapeva bene il giudice di Gramsci quando disse: «bisogna impedire a questo cervello di pensare». Cinquecento giorni insensati tolgono il senno, una udienza di cinque minuti toglie il senno, la negazione dei diritti elementari toglie la forza di ragionare quando l’unica domanda è «perché?» Una vicenda che umilia tutti noi a cui non siamo capaci di rispondere con un’azione coraggiosa, il ritiro dell’ambasciatore come richiesto dai genitori di Giulio Regeni. Gli affari sono affari.

16 settembre

  • Domani – L’Italia è una Repubblica fondata sul razzismo di Nadia Urbinati – Quando entrò in vigore, il primo gennaio 1948, la Carta sembrò cominciare una nuova era e chiudere con il recente passato fascista. In realtà, la Repubblica non ha rispettato le sue promesse. Con il razzismo, come col fascismo, la Repubblica si impegnò in un coerente processo di seppellimento delle responsabilità. Né defascistizzazione né derazzializzazione. «Se nella nuova Repubblica democratica l’idea di razza non era più accettabile se applicata agli ebrei, la stessa continuava a essere accettabile se applicata a persone dalla pelle più scura».
  • Mediterranea Saving Humans – Ci sono 45 vite in pericolo, a bordo di un’imbarcazione alla deriva in zona di competenza maltese. Alarm Phone ha allertato tutte le autorità ma per il momento nessune è intervenuta

17settembre

  • La Stampa Dallo Yemen al Mali guerre dimenticate di Domenico Quirico – Non ci sono guerre dimenticate, ci sono soltanto le guerre che non vogliamo raccontare. La dimenticanza è un volontario atto geopolitico, una strategia pianificata occidentale.
    DOVE SI COMBATTE NEL 2021 – Yemen: combattimenti in corso dal 2015 tra movimento dei ribelli sciiti Houthi, fedele all’ex presidente Ali Abdullah Saleh, e la coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita che sostiene Abdrabbuh Mansour Hadi Yemen Vittime civili: 19.700 Sfollati: 4,3 milioni (tra cui 2 milioni di bambini) 80% della popolazione (24,3 milioni di persone) in crisi umanitaria – – Etiopia – Tigray: dal novembre 2020 Guerra tra il Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè e il Governo Federale Etiope – Vittime civili: 3.200 (2020) — Somalia: la guerra civile somala scoppia nel 1986 – Vittime: 300.000 (stima) —Armenia e Azerbaijan: dal 2020 guerra del Nagorno Karabakh tra le forze azere e quelle armene per il possesso della regione caucasica — Sahel: dal 2012 guerra tra Stato islamico nel Grande Sahara e forze occidentali (Francia) – Vittime: 6.300 — Siria dal 2011 è guerra civile Schieramenti: forze siriane di Assad, Isis, Coalizione internazionale – Vittime civili: 118.000 (20.000 bambini) Vittime complessive: 387.000 –Nigeria – Congo -Rep. Centrafricana – Colombia – Perù – India e Pakistan scontri fratricidi e pulizie etniche.
  • Sea Watch – Dopo quasi 5 mesi di blocco forzato la nave Sea Watch4 tornerà nel Mediterraneo
  • La Stampa – Le fucilate verbali e le pallottole vere – Razzismo. «Sono solo parole, è così che ci esprimiamo». Le parole hanno un peso. Può essere controbilanciato soltanto da quello di azioni contrarie. Ma alle sparate verbali nella chat è seguito invece uno sparo. L’articolo è riferito all’assessore di Voghera, Giancarlo Gabba, che in una chat istituzionale scrive: “Finché non si comincerà a sparare sarà sempre peggio” parole alle quali poi farà seguito lo sparo e l’uccisione del magrebino Youns El Boussettaouidel suo collega assessore, Massimo Adriani

18 settembre

  • Avvenire – Confine Usa-Messico. Più di 10mila migranti provenienti da Haiti, accampati sotto un ponte sul Rio Grande. In un video trasmesso dalla televisione, poliziotti a cavallo rincorrono e prendono a frustate i migranti che cercano di attraversare il fiume Rio Grande, confine USA-Messico. Una brutale aggressione di chiara matrice razzista. Per arrivare al Rio Grande i migranti hanno attraversato tutta l’America centrale, vittime di violenze e derubati da criminali e narcos. E lì, sulla soglia della speranza, il loro viaggio si è interrotto.
  • – Centro Studi Sereno Regis – Un pericoloso criminale: Emilio Scalzo di Chiara Sasso – da mercoledì 12 settembre, Emilio è in carcere a seguito di un mandato di arresto europeo con richiesta di estradizione in Francia. L’accusa: aver aggredito un gendarme francese durante una manifestazione per i migranti e contro le frontiere, al confine fra Claviere e Monginevro. E’ paradossale che per un reato minore come quello di cui viene accusato Emilio Scalzo sia richiesta l’estradizione. Emilio pescivendolo ai mercati, storico attivista No Tav, è conosciuto in Valle di Susa per la sua generosità per il suo altruismo e anche sì per il suo incontenibile naturale bisogno di allearsi con le persone più fragili e aiutarli, in questo caso i migranti che attraversano le Alpi rischiando ogni giorno la vita. I suoi compaesani ricordano la volta in cui tornò a casa scalzo perché aveva regalato le scarpe a un migrante che doveva attraversare i boschi innevati d’inverno. Sulla sua vita sono stato scritti due libri: “A testa alta” – “Emilio”. Così funziona: puoi trovarti in veste di pregiudicato per altruismo. Dopo la vicenda che nei mesi scorsi ha interessato Andrea Franchi e Lorena Fornasir della ong Linea d’ombra di Trieste ora to9cca a Emilio Scalzo

19 settembre

  • Avvenire – Minori stranieri non accompagnati: dai tutori la spinta all’integrazione. Sono già 10mila gli abbinamenti effettuati dai tribunali tra gli under 18 arrivati in Italia e questa nuova figura di volontari. Tre tutori volontari su quattro sono donne.
  • Ocean Viking – Stanotte Ocean Viking ha soccorso 58 persone su una barca di legno in difficoltà, partita due giorni prima dalla Libia. Adesso a bordo della nave ci sono 116 naufraghi. Il più piccolo ha meno di 30 giorni

20 settembre

  • Medici Senza Frontiere – soccorse 54 persone dalla nave Geo Barents
  • Redattore Sociale – Ero un rifugiato, ora sarò un prigioniero – Un campo ‘chiuso’ per migranti e richiedenti asilo è stato inaugurato dalla Grecia sull’isola egea di Samos, che si trova poco distante dalle coste turche. Dovrebbe essere la prima di cinque campi simili – che ha reti con filo spinato, scanner a raggi x, e porte magnetiche: un livello di sicurezza che ha suscitato sia le proteste dei migranti, sia quelle delle ong che li aiutano, per le quali il campo, situato nella località di Vathy, è l’equivalente di una prigione. (la creazione di nuovi campi profughi, finanziati dall’Unione europea, è legata ai respingimenti e blocco dei migranti in viaggio verso l’Europa)

21 settembre

  • il manifesto – Quattro migranti muoiono al confine Bielorussia – Polonia. A ucciderli sono stati il freddo e la stanchezza

22 settembre

  • Avvenire – Bimbo di 4 anni tra i migranti annegati ad Almeria. I corpi restituiti, dopo giorni, dal Mediterraneo sono stati trovati sulle spiagge del sudest della Spagna.