I diari di Renzo In primo piano

DIARIO DELLA SETTIMANA DALL’8 LUGLIO

9.7.2006 muore Bruno Borghi

Bruno è sempre stato animato da un forte senso di giustizia e uguaglianza sociale. Per uno così a cui non mancava certo il coraggio di schierarsi contro il potere, le occasioni per ribellarsi non sono mancate: dalle lotte operaie (Pignone Galileo, Gover), alle lotte dei popoli del mondo contro il capitalismo (Nicaragua), alle ingiustizie del carcere (volontario a Sollicciano). Un impegno continuo che Bruno ha percorso scontrandosi con i padroni ma anche con il sindacato, con il potere politico, la magistratura e la chiesa. Un uomo mite nel senso che dà a questo termine Bobbio, una mitezza unita a forza, autorità, determinazione. Chi l’ha conosciuto non può aver scordato la sua dolcezza ed insieme la determinazione, la prontezza a schierarsi sempre, a non tirarsi mai indietro davanti ad un’ingiustizia. Lo ricordiamo con alcune sue parole legate all’attività di volontario nel carcere di Sollicciano, sempre attuali:
Di nuovo si parla di violenza nel carcere di Sollicciano……Quando sentiamo raccontare con quale rituale si svolgono alcune di queste violenze, il pensiero corre a Guantanamo ad Abu Ghraib…. Come volontario vengo da un’altra scuola. Si chiama Costituzione della Repubblica italiana. L’art. 27 della Costituzione ci comanda di liberare l’anima di chi ha commesso un reato, cioè di restituirlo alla libertà di cittadino. Colpendo e violentando il suo corpo lo si rende ancora più schiavo. (lettera pubblicata su “il manifesto” nel 2005)
Io sono tra quelli che sognano una società senza carcere o almeno senza un carcere come quello che abbiamo, un carcere cioè organico ad una società classista e violenta nei confronti di chi non rispetta le regole e le leggi di questa stessa società. E invece mi trovo davanti agli occhi la faccia gonfia di un transessuale, colpito e umiliato forse anche per questo. (lettera al direttore del carcere di Sollicciano dopo il pestaggio di un detenuto avvenuto il 13.7.99)

Diario dall’8 luglio

8 luglio

  • il manifesto – Secondo la Ong spagnola Caminando Fronteras sono almeno 087 i migranti morti o dispersi nei primi sei mesi di quest’anno nel tentativo di raggiungere la Spagna. Un’ecatombe dovuta soprattutto all’estrema pericolosità della «ruta Canaria», cioè il percorso migratorio nell’oceano Atlantico che dalle coste di Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania, Senegal e a volte persino Gambia arriva alle isole Canarie. Già nel 2020 era stata la rotta più letale al mondo.
  • Avvenire – Il patto disumano da non rinnovare di Nello Scavo
  • Roma-Tripoli, spuntano i video delle violazioni di Nello Scavo – Filmati protetti da chiavi cifrate e documenti chiusi negli archivi riservati. È così che l’Europa tiene nascoste le prove delle violazioni dei diritti umani commesse dai guardacoste libici.
    Alla vigilia del voto in Parlamento, chiamato ad approvare l’aumento dei fondi destinati ai guardacoste libici, emerge una documentazione ufficiale che conferma come la registrazione dell’area marittima di ricerca e soccorso libica sia stata confezionata allo scopo di offrire un ombrello legale per sottrarsi all’obbligo del soccorso, a costo di continuare a chiudere gli occhi sulle violazioni dei diritti umani. Tra il 2017 e il 2018, «la Guardia Costiera italiana ha sostenuto la Lcg (Libyan coast guard, ndr) con 1,8 milioni di euro dal Fondo per la sicurezza interna, con la valutazione della Lcg delle loro capacità di ricerca e soccorso (Sar)». Che cosa avvenga davvero a bordo delle motovedette libiche è difficile saperlo. Eppure le prove delle violazioni si troverebbero da qualche parte tra Roma e Bruxelles. Custoditi sottochiave cifrata, ci sono filmati in presa diretta che mai sono stati resi noti. Ancora una volta è uno dei rapporti «restricted» a rivelarlo. Il comando navale dell’Ue aveva infatti dotato le motovedette libiche di piccole videocamere che trasmettevano i filmati a un archivio virtuale. Ad oggi non è dato sapere di quante ore di registrazione disponga l’Europa, né se i libici abbiano sempre usato correttamente il sistema di monitoraggio remoto, e neanche cosa contengono quei filmati.

9 luglio

  • Oxfam Italia – Nel mondo ogni minuto 11 persone rischiano di morire di fame, quasi il doppio delle vittime provocate dal Covid 19 – La guerra resta la prima causa della fame: 2 persone su 3 – quasi 100 milioni in 23 Paesi – vivono infatti in aree di conflitto. Nonostante la pandemia, la spesa militare globale è aumentata di 51 miliardi di dollari.
    Ocean Viking – la nave è approdata stamani ad Augusta. Iniziata la procedura di sbarco delle 572 persone salvate. I primi a toccare terra sono stati i minori non accompagnati e le persone con problemi medici.
  • Avvenire – Presentato oggi il 4° rapporto Focsiv “I padroni della Terra. Rapporto sull’accaparramento della terra 2021: conseguenze su diritti umani, ambiente e migrazioni” – Gli speculatori si accaparrano la terra e i poveri emigrano. Nel 2020 questo fenomeno ha raggiunto e superato i 93 milioni di ettari, pari alla superficie di Germania e Francia messe insieme, strappati alle popolazioni locali che diventano oggetto di un accaparramento che produce scarti e migrazioni. Il rapporto Focsiv è disponibile online.
  • Nonsonodaccordo – Libia: una benda per non vedere. Il 14.7 manifestazioni nelle principali città per dire no al rinnovo della missione in Libia che sarà discusso in Parlamento il giorno successivo, 15 luglio.
  • Vicofaro – Come accade alle navi delle Ong impegnate nel Mediterraneo. Il Comune di Pistoia guidato dalla destra rileva carenze igienico-sanitarie nella chiesa di don Massimo Biancalani che accoglie i migranti e chiede l’intervento di Prefettura e Regione.

10 luglio

  • Avvenire – Balcani, la rotta del calvario: feriti, percossi e con bimbi – rapporto dei medici per i diritti umani (Medu)

13 luglio

  • L’Espresso – Msf compie 50 anni: Nel 1971 nasceva la prima organizzazione sanitaria umanitaria, Medici Senza Frontiere. Oggi conta un centinaio di missioni in settantacinque Paesi tra guerre e genocidi.
  • Mediterranea Saving Humans – I parlamentari italiani non possono ignorare cosa succede nel Mediterraneo, cosa succede nei centri di detenzione in Libia. Le persone rinchiuse nei centri di detenzione in Libia fuggono da paesi in guerra come il Sudan, l’Eritrea, la Somalia e avrebbero diritto a beneficiare della protezione internazionale in Europa. La presenza di bambini e donne in stato di gravidanza è molto alta, i bambini dai 12 anni vengono rinchiusi in celle comuni con gli adulti. Non esiste accesso alle cure mediche. Dopodomani potranno solo far finta di non aver visto e non aver sentito i pianti e le urla di donne, uomini e bambini catturati dalla “guardia costiera” libica, finanziata con i nostri soldi. Dopodomani, nonostante le testimonianze e le denunce, il Parlamento voterà il rifinanziamento degli accordi di cooperazione con la Libia. Letta chiama l’Europa. Alex Zanotelli: «violazione della nostra Costituzione, delle leggi internazionali e della nostra umanità».