I diari della settimana In primo piano

DIARIO DELLA SETTIMANA DAL 19 maggio

Diario dal 19 maggio 2022

19 maggio

  • Avvenire – Geo Barents – Dopo oltre sette giorni di attesa, alla nave di Msf dopo l’appello dell’Onu alle autorità italiane, assegnato il porto di Augusta.
  • il Fatto Quotidiano – Cercasi leader che dica no ai latrati Nato di Domenico Gallo – Una politica di sicurezza deve puntare a costruire una sicurezza comune, non si può incrementare la sicurezza di un blocco politico-militare a scapito dell’altro. La sicurezza comune si costruisce concordando misure di disarmo graduale reciproco e abbassando la tensione fra nazioni potenzialmente ostili.

20 maggio

  • Avvenire – Caporalato, crescono i casi al Nord Anche italiani e minori tra gli schiavi – Il fenomeno è cresciuto in modo esponenziale, non solo in agricoltura: soprusi e ricatti anche nella logistica e nel tessile. Interventi di magistrati e responsabili istituzionali alla presentazione del Rapporto sul caporalato. Denuncia dell’inefficienza del sistema di protezione.
  • Il Fatto Quotidiano – Erdogan ricatta la Nato sulla pelle del popolo curdo

21 maggio

  • Avvenire – Londra, sospese dai magistrati le deportazioni verso il Ruanda – In attesa che l’Alta Corte si esprima sulla legittimità dell’iniziativa che non sarebbe conforme alle convenzioni internazionali sui rifugiati. Intanto cominciano a trapelare dettagli sul “prezzo” politico (in estradizioni, oltre ai 120 milioni di sterline) che Londra dovrebbe pagare in cambio della disponibilità di Kigali.
  • Il manifesto – La solidarietà non è un crimine. A sostegno delle navi Ong di Arci Nazionale e Asgi – Oggi al Tribunale di Trapani a processo 21 persone, la maggior parte delle quali fanno parte di 3 organizzazioni attive nel soccorso in mare: fra loro l’equipaggio della nave tedesca Iuventa e quelli delle navi utilizzate fino al 2017 da MSF e Save the Children.
  • Il manifesto – Dal ghetto al «Dambe So», una casa per la dignità dei braccianti di Rosarno – Gli artefici sono gli operatori e i volontari di Mediterranean Hope – Fcei (ndr.: Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia). Dal mese di febbraio il centro ospita dieci braccianti provenienti dalle baraccopoli di Rosarno e San Ferdinando, e «si pone come modello di sperimentazione per un’alternativa alla logica dei campi di accoglienza basata sul principio della sostenibilità e dell’economia circolare».

22 maggio

  • la Lettura. Ribelli, anzi eroi. Gli zingari di Auschwitz – La leggenda del ragazzo di pietra racconta una storia in gran parte sconosciuta, l’eroica rivolta dei Rom e dei Sinti di Auschwitz, avvenuta nel maggio del 1944. Perseguitati da leggi sempre più repressive anche nei confronti dei cosiddetti «stabilizzati», gli zingari di mezza Europa erano stati internati in massa. Il libro di Alessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano, pubblicato da Fuorilinea, dà voce (e grido) alla loro incredibile sollevazione. Il Porrajmos, il genocidio di Rom e Sinti perpetrato dai nazisti insieme con la Shoah, non si è ancora fissato nella coscienza dell’Europa e del mondo.
  • Avvenire – Razzismo, la ferita aperta di Macerata «L’odio per gli africani? Vive ancora» – nella città marchigiana che nel 2018 fu teatro dell’attentato di Luca Traini, tra gli ispiratori del killer di Buffalo della settimana scorsa. «La xenofobia come un fiume carsico pronto a riesplodere in ogni momento. Il fuoco cova sotto la cenere. Solidarietà per i profughi ucraini, in questo momento abbiamo in accoglienza 110 persone, ma ci siamo dimenticati completamente degli africani, e facciamo difficoltà anche solo a parlarne. Essere buoni con gli ucraini è facile, essere attenti alle persone di colore molto più difficile. Avevamo una convenzione con il Comune, tra l’altro, che in quale modo ci aiutava. È sparita anche quella…».

23 maggio

  • Avvenire – Insulti razzisti allo stadio Olimpico. Durante l’ultima partita di campionato Lazio-Verona un coro vergognoso da tifosi laziali, bersagliato uno steward di colore.
  • La Stampa – Sono morti non per fare gli eroi ma perché continuasse la lotta contro un male ancora vivo di Luigi Ciotti – Sono passati trent’anni. Le mafie sono ancora tra noi, più potenti di prima anche perché defilate, mimetizzate. Se oggi fosse ancora con noi, Giovanni Falcone a quell’invito alla speranza (“Le mafie non sono invincibili, come ogni fatto umano, hanno un inizio e una fine”) aggiungerebbe che per sconfiggerle, dobbiamo essere tutti più giusti e più responsabili. Su mandanti ed esecutori delle morti di Falcone e Borsellino, nella trasmissione Report di oggi, la connivenza tra estrema destra e mafia.
  • RAI3 Che tempo che fa – Fiammetta Borsellino: inopportuno impegno elettorale di Cuffaro e dell’Utri, persone che hanno scritto delle pagine buie della nostra terra e sono state condannate per mafia. Insieme alla denuncia sul ruolo assunto da entrambi nelle prossime elezioni a Palermo, spuntano finti manifesti elettorali, “Forza Mafia” e “DC Democrazia collusa”.

24 maggio

  • Domani – A trent’anni da Capaci, Palermo ha cancellato Falcone, Borsellino e l’Antimafia di Attilio Bolzoni – Totò Cuffaro è sicuro di vincere. Nonostante il rumore che ha accompagnato la sua ricomparsa, nonostante l’indignazione di magistrati ed ex magistrati, di Maria Falcone e altri familiari di vittime, lui ha lanciato una sfida contro una Palermo che aveva già perso prima.
  • Avvenire – «Casa mia è il paradiso» Vite di migranti di ritorno di Mauro Armanino – Jules non ha timore ad affermarlo, dopo Camerun, Algeria, arresto, espulsione in Niger, ovunque violenza e razzismo. Paul sperimenta anche detenzione e torture in un lager libico. Darius: Liberia, Ghana, Senegal, Mauritania, Marocco, Algeria, ecc. Con Esther ha messo al mondo un figlio. L’hanno chiamato Emmanuel, ‘Dio con noi’. Dio viaggia con loro, il paradiso non è lontano.
  • La via libera – Effetto farfalla, ecco perché migrazioni e crisi climatica sono connesse di Marco Aime – L’innalzamento degli oceani di circa due metri previsto per fine secolo costringerà 700 milioni di persone all’esodo: 70 milioni potrebbero lasciare l’Africa già entro il 2030

25 maggio

  • il manifesto – Il rapporto Oxfam e la battaglia contro gli impoveritori di Riccardo Petrella – Non si deve abbandonare, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo denunciare sempre, con forza, senza compromessi, le opere degli impoveritori e dei seminatori di razzismo, classismo, xenofobia, supremazie, in tutti i luoghi, in tutti i momenti. In piedi!
  • Avvenire – Migranti, morti e dispersi in mare Oim: 629 persone riportate in Libia di Daniela Fassini – Ennesimo naufragio nel Mediterraneo. Gli annegamenti registrati fino al 21 maggio sono 129 mentre a 459 ammonta il numero dei dispersi. 296 le persone che si trovano ora a bordo della nave Ong Ocean Viking. Quasi 100 gli arrivi registrati nelle ultime 24 ore in Sardegna.
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Carovana nazionale Abolish Frontex

  • DOMENICA 5 GIUGNO ORE 18-20
    Firenze, Fortezza da basso – Via Cavour 1 presso la Prefettura
    MARCIA A PIEDI SCALZI E FLASH MOB
    PER LA CAMPAGNA NAZIONALE DEL MOVIMENTO EUROPEO “ABOLIRE FRONTEX” (Abolish Frontex)
    Ritrovo ore 17,30 presso la Fortezza da Basso lato via Cosimo Ridolfi per partire alle ore 18. Tutte e tutti sono pregati di indossare UNA MAGLIETTA / CAMICIA ROSSA. (se possibile). Ciascuno potrà portare con sé la FOTO di un migrante a sua scelta, un piccolo cartello, o uno dei cartelli a scelta ufficiali della campagna disponibili QUI: => https://tinyurl.com/abolish-manifesti
    Il corteo, che chiediamo sia svolto il più possibile in silenzio, sarà formato da una fila stretta di persone. Porteremo al centro lo STRISCIONE DI STOFFA DEI NOMI DEI MIGRANTI, scritto a mano, fino al punto dove siamo arrivati durante i presidi del digiuno di giustizia. Porteremo anche una lunga striscia formata dalle coperte termiche dei migranti. Due file di persone reggeranno lo striscione e le coperte termiche al centro del corteo.
    Cercheremo di fare un evento che esprima vicinanza e solidarietà a tutte le donne e gli uomini, ormai più di 44.000, che hanno perso la vita negli ultimi vent’anni di immigrazione e a tutti quelli che ancora marciano e soffrono ai nostri confini.